Far benedire il rosario: chi lo benedice e perché solo dopo l'acquisto
Un rosario benedetto perde le sue indulgenze con la vendita. Che cosa dice in proposito il Codice del 1917, chi può benedire e qual è il testo della benedizione domenicana del rosario.
Un rosario benedetto, consegnato direttamente con l'acquisto: sembra comodo, ma si scontra con una norma che quasi nessuno conosce. Il Codice di Diritto Canonico del 1917 fa cessare le indulgenze di un rosario non appena esso viene venduto. La via migliore è perciò semplice: si compra il rosario non benedetto e poi lo si fa benedire da un sacerdote. Questa guida spiega perché si fa benedire un rosario, chi può farlo, qual è il testo dell'antica benedizione domenicana del rosario e quando un rosario perde le sue indulgenze.
- Un rosario benedetto è un sacramentale: un oggetto con cui la Chiesa, per mezzo della sua intercessione, cerca di ottenere effetti soprattutto spirituali (CIC 1917, can. 1144).
- Le indulgenze annesse a un rosario cessano soltanto quando esso cessa del tutto di esistere o viene venduto (can. 924 § 2). Perciò vale la regola: prima comprare, poi far benedire.
- Può benedire ogni sacerdote, salvo che la benedizione sia riservata (can. 1147 § 2). La benedizione propria del rosario nel Rituale Romanum è una formula domenicana e richiede una facoltà speciale.
- Per la benedizione in sé non si può chiedere alcun prezzo; scambiare deliberatamente cose spirituali con un prezzo temporale è simonia (can. 727).
Perché si fa benedire un rosario?
Si fa benedire un rosario perché diventi un sacramentale: un oggetto che la Chiesa, con la sua preghiera, consacra a Dio e con il quale implora grazie per chi prega. Le indulgenze legate al rosario stesso le riceve mediante la benedizione di un sacerdote che ne abbia la facoltà.
Il Codice del 1917 definisce i sacramentali «cose o azioni di cui la Chiesa, a una certa imitazione dei sacramenti, suole servirsi per ottenere, in virtù della sua impetrazione, effetti soprattutto spirituali» (can. 1144). La Catholic Encyclopedia del 1912 spiega la differenza rispetto ai sacramenti: i sacramentali non producono la grazia santificante ex opere operato, cioè in forza dell'azione compiuta. Nelle sue formule di benedizione la Chiesa non parla per affermazioni, ma per suppliche, e ciò mostra che essa attende l'effetto direttamente dalla misericordia divina.
Un rosario benedetto resta dunque uno strumento di preghiera. Non giova da sé, ma nell'uso: quando si prega con esso. E richiede riverenza. Ciò che è stato benedetto con una benedizione costitutiva deve essere trattato con riverenza e non può servire a un uso profano o a esso estraneo, anche se è di proprietà privata (can. 1150).
Si può comprare un rosario già benedetto?
Comprare un rosario già benedetto ha un inconveniente: secondo il can. 924 § 2 del Codice del 1917 le indulgenze di un rosario cessano quando esso viene venduto. Chi desidera un rosario benedetto con le sue indulgenze lo compra perciò non benedetto e poi lo fa benedire da un sacerdote.
Il testo latino dice: Indulgentiae coronis aliisve rebus adnexae tunc tantum cessant, cum coronae aliaeve res prorsus desinant esse vel vendantur. Tradotto: le indulgenze annesse a rosari o ad altre cose cessano soltanto quando i rosari o le cose cessano del tutto di esistere o vengono venduti.
A ciò si aggiunge la norma contro la simonia. Comprare o vendere una cosa spirituale per un prezzo temporale è simonia secondo il can. 727 § 1; come esempio il Codice cita la consacrazione nella vendita di un calice consacrato. La vendita di un oggetto benedetto non è simonia soltanto se il prezzo non viene aumentato a causa della benedizione (can. 730). Un sovrapprezzo per il «benedetto» dunque non può esserci. Un rosario non benedetto della nostra collezione di rosari fatti a mano, benedetto dopo l'acquisto, evita tutti questi problemi.
Chi può benedire un rosario?
Un rosario lo benedice un sacerdote. Secondo il can. 1147 § 2 del Codice del 1917 ogni sacerdote può impartire le benedizioni non riservate al Papa, ai vescovi o ad altri. La benedizione propria del rosario nel Rituale Romanum è però una formula domenicana e richiede una facoltà della Sede Apostolica.
Ministro legittimo dei sacramentali è, secondo il can. 1146, il chierico che ne ha ricevuto la facoltà e al quale l'autorità ecclesiastica competente non ne ha proibito l'esercizio. Diaconi e lettori possono impartire validamente e lecitamente soltanto le benedizioni che il diritto consente loro espressamente (can. 1147 § 4). Una benedizione è valida soltanto con la formula prescritta dalla Chiesa (can. 1148 § 2).
Il Rituale Romanum nell'edizione del 1925 riporta la benedizione del rosario tra le «benedizioni proprie di alcuni ordini», che possono essere usate dai sacerdoti muniti di indulto apostolico. Chi abbia questa facoltà non si riconosce dall'esterno. Chieda perciò semplicemente al sacerdote se può benedire i rosari con la formula domenicana. Un sacerdote che non ha la facoltà potrà dirle come benedice e che cosa ciò significhi per le indulgenze.
Che cos'è la benedizione domenicana del rosario?
La benedizione domenicana del rosario è la Benedictio coronarum sacratissimi Rosarii, una formula propria dell'Ordine dei Predicatori nel Rituale Romanum. Nella sua preghiera la Chiesa chiede che chiunque preghi con un rosario così benedetto partecipi alle grazie e alle indulgenze della Confraternita del Rosario.
Nel Rituale del 1925 la formula estesa si trova nell'appendice al n. 35, espressamente come Propria Ordinis Praedicatorum, patrimonio proprio dell'Ordine dei Predicatori. La sua preghiera chiede a Dio di benedire e santificare questi segni del Rosario, affinché chiunque ne porti con sé uno, lo custodisca con riverenza nella sua casa e con esso preghi devotamente secondo gli statuti della Confraternita, meditando i divini misteri, ottenga parte a tutte le grazie, i privilegi e le indulgenze che la Sede Apostolica ha concesso alla Confraternita. Alla fine il rosario viene asperso con l'acqua santa.
Al n. 36 segue una formula più breve, approvata dalla Sacra Congregazione dei Riti il 23 novembre 1918. La Raccolta del 1943 conferma la conseguenza: chi nella preghiera usa un rosario benedetto da un religioso dell'Ordine dei Predicatori o da un altro sacerdote munito di facoltà speciale può acquistare in aggiunta altre indulgenze (n. 360, nota 2). Per le indulgenze plenarie la Raccolta indica nella prefazione come condizioni consuete la confessione sacramentale, la Santa Comunione, la visita a una chiesa o a un oratorio pubblico e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice; per il Rosario stesso il n. 360 indica condizioni proprie. Le indulgenze della benedizione domenicana la Raccolta non le elenca singolarmente in questo punto.
Ad laudem et glóriam Deíparæ Vírginis Maríæ, in memóriam mysteríórum vitæ, mortis et resurrectiónis ejúsdem Dómini nostri Jesu Christi, bene ✠ dicátur et sancti ✠ ficétur hæc sacratíssimi Rosárii coróna: in nómine Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti. Amen.
A lode e gloria della Vergine Maria Madre di Dio, in memoria dei misteri della vita, della morte e della risurrezione di suo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, sia benedetta ✠ e santificata ✠ questa corona del santissimo Rosario: nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Rituale Romanum, Formula brevior benedicendi coronam sacratissimi Rosarii, Propria Ordinis Praedicatorum, approvata il 23 novembre 1918 (edizione 1925, stampa Ratisbona 1937, p. 556); traduzione nostra
Come si svolge la benedizione di un rosario?
La benedizione di un rosario dura solo pochi minuti. Il sacerdote pronuncia sul rosario la formula di benedizione del Rituale Romanum, traccia il segno della croce e lo asperge con l'acqua santa. Gliela chieda dopo la Santa Messa o in sacrestia.
Ecco come procedere:
- Acquisti il rosario e lo tolga dalla confezione. Può portarne anche diversi: la preghiera estesa della benedizione del rosario è al plurale ed è pensata per molti rosari insieme.
- Si rivolga al sacerdote dopo la Santa Messa. Gli dica che desidera far benedire un rosario e gli chieda se ha la facoltà per la benedizione domenicana.
- Tenga il rosario aperto in mano oppure lo deponga davanti a sé, mentre il sacerdote prega e lo asperge con l'acqua santa.
- Poi lo custodisca con riverenza, per esempio in una custodia per rosario, e preghi con esso.
Chiedere un prezzo per la benedizione in sé sarebbe simonia (can. 727). Un'offerta in occasione della benedizione, riconosciuta dal diritto o da una legittima consuetudine, secondo il can. 730 non è simonia; un'offerta alla chiesa resta a Sua libera scelta.
Quando un rosario benedetto perde le sue indulgenze?
Secondo il can. 924 § 2 del Codice del 1917 un rosario benedetto perde le sue indulgenze soltanto quando cessa del tutto di esistere o viene venduto. Il Codice non menziona il dono né l'eredità. Per la benedizione in sé non indica, nel caso dei rosari, alcun motivo specifico di perdita.
La parola prorsus, «del tutto», è qui importante. Un rosario a cui si è rotto il cordino non cessa del tutto di esistere. Una decisione su quanti grani si possano sostituire prima che lo si consideri un rosario nuovo non ci risulta né dal Codice del 1917 né dalla Raccolta. Nel dubbio, dopo una riparazione importante lo faccia semplicemente benedire di nuovo.
Per gli arredi sacri consacrati il can. 1305 stabilisce che perdono la consacrazione o la benedizione se vengono danneggiati in modo tale da perdere la loro forma originaria e non essere più adatti al loro uso, se vengono adibiti a usi indecorosi o se vengono messi pubblicamente in vendita. Ciò non vale espressamente per i rosari, ma mostra con quanta serietà la Chiesa consideri la vendita delle cose consacrate.
In ogni descrizione dei nostri rosari si legge la stessa frase: «Si ricordi di far benedire da un sacerdote il Suo rosario e i Suoi oggetti devozionali prima dell'uso». Nella pagina della nostra corona di spine si legge: «No, i nostri oggetti devozionali vengono spediti di norma non benedetti». Lì una benedizione è possibile su richiesta: avviene ogni domenica e la spedizione segue il lunedì successivo.
Se possiamo far benedire un rosario prima della spedizione, ce lo chieda per favore prima di ordinare. La via più semplice passa per la Sua parrocchia o per la chiesa in cui frequenta la Messa tradizionale.
Citato nell'articolo
Rosario con grani di pietra nero/blu
Fatto a mano con grani di pietra opaca da 8 mm, grani del Padre Nostro in vetro blu, Medaglia Miracolosa e crocifisso del Perdono.
Vai al rosario
Citato nell'articolo
Rosario in pietra lavica nero/antracite
Fatto a mano con grani di pietra lavica da 8 mm e grani del Padre Nostro in ossidiana, con croce di San Benedetto, lungo circa 55 cm.
Vai al rosario
Domande frequenti sulla benedizione del rosario
«Consacrato» è lo stesso che «benedetto»?
Nell'uso comune «consacrato» e «benedetto» si usano allo stesso modo. Il diritto canonico distingue la consacrazione, che spetta di norma al vescovo (can. 1147 § 1), dalla benedizione, che ogni sacerdote può impartire. Un rosario viene benedetto; chi lo chiama «consacrato» intende la stessa cosa.
Un laico può benedire un rosario?
Un laico può pregare per un rosario, ma non farne un sacramentale. Ministro legittimo dei sacramentali è, secondo il can. 1146, il chierico, e una benedizione è valida soltanto con la formula prescritta dalla Chiesa.
Quanto costa far benedire un rosario?
Per la benedizione in sé non si può chiedere alcun prezzo, perché un dono spirituale non può essere venduto (can. 727). Un'offerta in occasione della benedizione, riconosciuta dal diritto o da una legittima consuetudine, secondo il can. 730 non è simonia; un'offerta libera resta a Sua discrezione.
Un rosario ereditato va fatto benedire di nuovo?
Un rosario ereditato o ricevuto in dono non è stato venduto e secondo il can. 924 § 2 conserva le sue indulgenze. Se non sa se sia mai stato benedetto, lo faccia benedire; un sacerdote potrà anche dirle se sia necessaria una nuova benedizione.
- Codex Iuris Canonici del 1917, cann. 727, 730, 924 § 2, 1144, 1146, 1147, 1148, 1150 e 1305. codex-iuris-canonici.de
- Rituale Romanum, Editio quinta juxta typicam (Typica 1925), Ratisbona: Pustet 1937, appendice: Benedictiones propriae, n. 35 Benedictio coronarum sacratissimi Rosarii (p. 555) e n. 36 Formula brevior (p. 556). librinostri.catholica.cz
- The Raccolta, traduzione inglese delle Preces et pia opera (1938) stampata con il permesso della Penitenzieria Apostolica del 14 giugno 1941, New York: Benziger 1943, prefazione n. 4, n. 360 con nota 2, e can. 924 § 2 nelle pagine introduttive. archive.org
- The Catholic Encyclopedia: «Sacramentals» (vol. 13, 1912). newadvent.org
- Indicazioni di prodotto di MarcellusOnlineShop su rosari e corona di spine, aggiornate al 19 ottobre 2026.
Ultima verifica: 19 ottobre 2026.
Il laboratorio di MarcellusOnlineShop
Annodiamo a mano i nostri rosari nel nostro laboratorio in Germania e scriviamo nella guida di preghiere, oggetti devozionali e della fede cattolica tradizionale.


