San Michele Arcangelo: significato, festa e devozione
Quis ut Deus, chi è come Dio: che cosa significa il nome dell'arcangelo Michele, dove compare nella Sacra Scrittura, quando la Chiesa ne celebra la festa e come lo si invoca.
Sta in armatura sopra un drago, con la spada levata, e sul suo scudo si leggono tre parole latine: Quis ut Deus. L'arcangelo Michele è tra i pochi angeli che la Sacra Scrittura chiama per nome, e la Chiesa lo invoca nelle preghiere ai piedi dell'altare della Santa Messa. Questa guida spiega che cosa significa il suo nome, dove compare nella Bibbia, quando si celebra la sua festa e come i fedeli lo venerano.
- L'arcangelo Michele è uno dei più eccelsi angeli di Dio. La Sacra Scrittura lo nomina in cinque versetti: tre volte nel libro di Daniele, nella Lettera di Giuda e nell'Apocalisse.
- Il suo nome è ebraico e significa «Chi è come Dio?», in latino Quis ut Deus.
- La Chiesa ne celebra la festa il 29 settembre. Nel Missale Romanum del 1962 è una festa di I classe.
- La tradizione gli attribuisce quattro uffici: combattere contro Satana, assistere le anime nell'ora della morte, proteggere il popolo di Dio e condurre le anime al giudizio.
Chi è l'arcangelo Michele?
L'arcangelo Michele è uno dei più eccelsi angeli di Dio. La Sacra Scrittura lo chiama il gran principe che sta a difesa del popolo di Dio, e la tradizione vede in lui il capo degli angeli buoni nella lotta contro Satana e i suoi seguaci.
Il titolo di arcangelo glielo dà la Scrittura stessa: nella Lettera di Giuda è chiamato Michael Archangelus (Gd 9). San Tommaso d'Aquino attribuisce la custodia dell'intero genere umano ai Principati o forse agli Arcangeli, che si chiamano principi degli angeli. Per questo Michele, «che chiamiamo arcangelo», in Daniele è detto anche «uno dei principi» (Summa theologiae I, q. 113, a. 3).
Nella Santa Messa i fedeli incontrano Michele fin dall'inizio. Nelle preghiere ai piedi dell'altare il sacerdote confessa la propria colpa davanti a Dio onnipotente, alla Beata Vergine Maria e subito dopo all'arcangelo Michele (beato Michaeli Archangelo).
Che cosa significa il nome Michele?
Il nome Michele è ebraico e significa «Chi è come Dio?». In latino suona Quis ut Deus. Il nome non è un'affermazione su Michele stesso, ma una domanda che ammette una sola risposta: nessuno è come Dio.
Secondo la Catholic Encyclopedia del 1911, il nome era il grido di battaglia degli angeli buoni. Esso si contrappone alla superbia di Satana, al quale l'esorcismo di Leone XIII rimprovera di pretendere di essere uguale a Dio (Acta Sanctae Sedis 23, 1890, p. 745). Spesso Quis ut Deus è scritto sullo scudo di Michele. La stessa enciclopedia descrive l'immagine consueta: un angelo in veste di guerriero, con elmo, spada e scudo, ritto sul drago, che talvolta trafigge con una lancia. Spesso tiene anche una bilancia, con cui pesa le anime dei defunti, oppure il libro della vita, in segno della sua parte nel giudizio.
Chi porta questo nome su un rosario o su un'immagine porta dunque una breve professione di fede: a Dio solo spetta l'onore. Il nostro rosario Quis ut Deus porta questo nome nel titolo.
Dove si parla dell'arcangelo Michele nella Bibbia?
Nella Bibbia l'arcangelo Michele è nominato in cinque versetti: tre volte nel libro di Daniele (Dn 10,13 e 21 e Dn 12,1), nella Lettera di Giuda (Gd 9) e nell'Apocalisse (Ap 12,7–9), dove combatte con i suoi angeli contro il drago.
| Passo | Vulgata | Traduzione nostra dalla Vulgata |
|---|---|---|
| Dn 10,13 | Michaël, unus de principibus primis | ed ecco Michele, uno dei primi principi, venne in mio aiuto |
| Dn 10,21 | nisi Michaël princeps vester | e nessuno mi assiste in tutte queste cose, se non Michele, vostro principe |
| Dn 12,1 | consurget Michaël princeps magnus | in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che sta a difesa dei figli del tuo popolo |
| Gd 9 | Imperet tibi Dominus | l'arcangelo Michele, quando disputava con il diavolo contendendo per il corpo di Mosè, … disse: Ti comandi il Signore |
| Ap 12,7 | Michaël et angeli ejus præliabantur cum dracone | Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago |
Il passo dell'Apocalisse plasma fino a oggi l'immagine dell'arcangelo. Il drago vi è chiamato «il serpente antico, che è detto diavolo e Satana», e viene precipitato sulla terra con i suoi angeli (Ap 12,9). Il biblista tedesco Joseph Franz Allioli spiega nella sua nota che qui Michele difende la santa comunità dall'accusa di Satana davanti al trono di Dio.
«Da questo passo risulta che il principe degli angeli Michele era lo spirito protettore del popolo eletto. Anche la Chiesa cattolica lo venera come suo protettore, e come tale appare in Ap 12,7, dove si presenta in lotta contro Satana.»
Joseph Franz Allioli, nota a Dn 10,21, Die Heilige Schrift, vol. 4, 4ª edizione, Landshut 1859, traduzione dal tedesco
Di che cosa è patrono san Michele?
San Michele è patrono della Chiesa e soccorso dei moribondi. La tradizione gli attribuisce quattro uffici: combattere contro Satana, salvare le anime dei fedeli nell'ora della morte, proteggere il popolo di Dio e condurre le anime al giudizio.
Questi quattro uffici sono elencati dalla Catholic Encyclopedia del 1911. Poiché nell'Antica Alleanza Michele proteggeva il popolo d'Israele, nella Nuova Alleanza è considerato il protettore dei cristiani. Nel Medioevo era perciò anche patrono degli ordini cavallereschi.
Il suo ufficio di condurre davanti a Dio le anime dei defunti si trova nel Messale stesso. All'Offertorio della Messa dei defunti la Chiesa prega Nostro Signore Gesù Cristo di liberare le anime dei fedeli defunti, perché non cadano nelle tenebre: «il vessillifero san Michele le conduca nella santa luce» (signifer sanctus Michael repraesentet eas in lucem sanctam). Nelle Litanie dei Santi è invocato subito dopo la Madonna, primo fra i santi.
Quando si celebra la festa di san Michele Arcangelo?
Il 29 settembre la Chiesa celebra la festa dell'arcangelo Michele. Nel Messale Romano del 1962 si chiama In Dedicatione S. Michaelis Archangeli, Dedicazione di San Michele Arcangelo, e ha il grado di festa di I classe.
Il nome ricorda la dedicazione di una chiesa di San Michele sulla via Salaria, a nord di Roma. Già il Sacramentario Gregoriano dell'VIII secolo registra al 29 settembre la Dedicatio Basilionis S. Angeli Michaelis, secondo la Catholic Encyclopedia. Nel Medioevo quel giorno era festa di precetto.
Una seconda festa, l'Apparizione di san Michele dell'8 maggio, appartiene al suo santuario sul Monte Gargano. In origine ricordava la vittoria dei Longobardi di Siponto nel 663, che essi attribuirono alla sua intercessione. Nel Messale del 1962 figura ormai soltanto tra le Messe «per alcuni luoghi» (pro aliquibus locis), che secondo le rubriche il sacerdote può scegliere liberamente. Il versetto dell'Alleluia del 29 settembre dice: Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio: ut non pereamus in tremendo iudicio, «San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, perché non periamo nel tremendo giudizio».
Come si venera san Michele?
San Michele si venera soprattutto con la preghiera prescritta da Papa Leone XIII e recitata dopo la Messa letta, con la coroncina angelica in onore dei nove cori degli angeli e con una novena che, secondo la Raccolta, si può fare in qualsiasi periodo dell'anno.
Questa preghiera inizia con le stesse parole del versetto dell'Alleluia della festa: «San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia». Si trova, insieme alla Salve Regina, alla fine della nostra guida alla preghiera del Rosario.
Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur; tuque Princeps militiae coelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude. Amen.
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; contro le malvagità e le insidie del demonio sii nostro aiuto. Te lo chiediamo supplicando: che il Signore lo comandi! E tu, principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime. Amen.
Latino secondo Anselm Schott, Das Messbuch der heiligen Kirche, 1894; italiano nella versione tradizionale
La coroncina angelica, in inglese Angelical Crown, è composta da nove saluti ai nove cori degli angeli, ciascuno con un Padre nostro e tre Ave Maria, e si conclude con quattro Padre nostro in onore degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e dell'angelo custode, un'antifona e un'orazione. La Raccolta del 1910 la riporta con le indulgenze concesse da un rescritto di Pio IX dell'8 agosto 1851 e legate a grani appositamente benedetti, tra cui un'indulgenza plenaria in entrambe le feste di san Michele alle condizioni consuete: confessione, Santa Comunione e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
L'arcangelo Michele protegge i fedeli?
L'arcangelo Michele protegge i fedeli come servo di Dio e intercessore, non per potenza propria. La sua preghiera chiede espressamente che ricacci Satana nell'inferno «con la potenza che ti viene da Dio». L'aiuto dunque viene da Dio; Michele intercede per noi.
Lo stesso vale per rosari, medaglie e immagini che lo raffigurano. Secondo il Codice di Diritto Canonico del 1917, i sacramentali sono cose o azioni di cui la Chiesa si serve, a imitazione in certo modo dei sacramenti, per ottenere in virtù della sua intercessione effetti soprattutto spirituali (can. 1144). Un rosario benedetto con la medaglia di san Michele non è dunque un amuleto, ma un invito alla preghiera. Le cose benedette vanno trattate con riverenza e non vanno destinate a uso profano (can. 1150).
Il nostro rosario dell'arcangelo Michele è un rosario con grani dell'Ave e del Padre nostro come ogni altro. San Michele è raffigurato sul centrale, che sul retro reca la scritta «St. Michael Defend us». È annodato a mano in paracord 550 grigio e bianco dello spessore di 4 mm. I grani dell'Ave sono grani d'acciaio inossidabile da 10 mm, quelli del Padre nostro grani di metallo da 12 mm con motivo a croce; la croce è un crocifisso del Perdono (Pardon). Con la croce misura circa 56 cm.
Le distanze tra i grani le annodiamo in modo che il pollice vi passi comodamente. Su richiesta centrale e croce si possono sostituire.
Citato nell'articolo
Rosario in paracord dell'arcangelo Michele
Annodato a mano in paracord 550 grigio e bianco, con grani d'acciaio inossidabile, medaglia di san Michele e crocifisso del Perdono.
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Domande frequenti su san Michele Arcangelo
Che cos'è un rosario di San Michele?
Un rosario di San Michele può indicare due cose. Spesso è un normale rosario con una medaglia di san Michele come centrale, come i nostri rosari in paracord con medaglia di san Michele. Può indicare però anche la coroncina angelica, con nove saluti ai cori degli angeli, ciascuno con un Padre nostro e tre Ave Maria.
L'arcangelo Michele è un santo?
L'arcangelo Michele è venerato come santo, benché non sia un uomo. La Chiesa lo nomina nelle preghiere ai piedi dell'altare della Santa Messa, ne celebra la festa il 29 settembre e lo invoca nelle Litanie dei Santi con Sancte Michael, ora pro nobis.
Che cosa c'entra san Michele con Mont-Saint-Michel?
Mont-Saint-Michel, in Normandia, è un celebre santuario dell'arcangelo. Secondo la tradizione Michele vi apparve nel 708 a sant'Auberto, vescovo di Avranches; la prima chiesa fu consacrata nel 710. In Normandia è considerato patrono dei marinai.
Come viene raffigurato san Michele?
San Michele è raffigurato per lo più come un guerriero con elmo, spada e scudo, spesso con la scritta Quis ut Deus, ritto sopra un drago. Alcune immagini lo mostrano con la bilancia delle anime. Soggetti di questo tipo si trovano tra i nostri quadri di santi.
- Biblia Sacra Vulgata: Dn 10,13 e 21; Dn 12,1; Gd 9; Ap 12,7–9. sacred-texts.com
- Joseph Franz Allioli: Die Heilige Schrift des Alten und Neuen Testamentes, voll. 4 e 6, 4ª edizione, Landshut 1859, con note. archive.org
- Missale Romanum, Editio typica 1962: festa del 29 settembre, Apparizione dell'8 maggio, preghiere ai piedi dell'altare, Messa dei defunti, Litanie dei Santi. archive.org
- Frederick G. Holweck: St. Michael the Archangel. The Catholic Encyclopedia, vol. 10, New York 1911. newadvent.org
- San Tommaso d'Aquino: Summa theologiae I, q. 113, a. 3. newadvent.org
- Codex Iuris Canonici del 1917, cann. 1144 e 1150. codex-iuris-canonici.de
- Anselm Schott: Das Messbuch der heiligen Kirche, 4ª edizione, 1894, preghiere dopo la Santa Messa. archive.org
- The Raccolta, or Collection of Indulgenced Prayers, Londra 1910, nn. 290 e 291. archive.org
Ultima verifica: 19 ottobre 2026.
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