Oggetti devozionali: significato, origine e giusta benedizione
Rosario, croce, medaglia, immagine sacra: che cosa sono gli oggetti devozionali, da dove viene questa usanza e perché solo la benedizione del sacerdote li rende sacramentali.
Un rosario nella tasca del cappotto, una croce sopra la porta, una statua della Madonna sul cassettone: nelle case cattoliche gli oggetti devozionali si incontrano a ogni passo. Quasi nessuno si chiede che cosa siano davvero e perché il sacerdote li benedica. Eppure la Chiesa ha per essi termini precisi, dalla parola latina devotio fino al Codice di Diritto Canonico del 1917. Questa guida li spiega, racconta la storia degli oggetti di devozione e mostra dove passa il confine con la superstizione.
- Gli oggetti devozionali sono oggetti di devozione come rosari, croci, medaglie, statue e immagini sacre, che accompagnano nella vita quotidiana la preghiera e la venerazione dei santi.
- Con la benedizione di un sacerdote diventano sacramentali, cioè cose per mezzo delle quali la Chiesa, in virtù della sua intercessione, impetra effetti soprattutto spirituali (Codice di Diritto Canonico del 1917, can. 1144).
- Le insegne di pellegrinaggio sono attestate dal XII secolo. Il 18 gennaio 1200 Papa Innocenzo III concesse ai canonici di San Pietro il diritto di fonderle e di venderle.
- Secondo san Tommaso d'Aquino è lecito portare con sé parole sacre o reliquie se si confida in Dio, ed è superstizione riporre la speranza nella forma esteriore (Summa theologiae II-II, q. 96, a. 4).
Che cosa sono gli oggetti devozionali?
Gli oggetti devozionali sono oggetti di devozione con cui i fedeli cattolici accompagnano la preghiera e la venerazione di Dio, della beatissima Vergine Maria e dei santi: rosari, croci e crocifissi, medaglie, statue e immagini devozionali. Non appartengono alla liturgia, ma alla pietà personale, in casa e in viaggio.
La parola risale al latino devotio. Nel latino ecclesiastico significa, secondo il dizionario di Georges (1913), «dedizione a Dio, devozione, pietà» (traduzione dal tedesco). Il Meyers Konversations-Lexikon del 1905 spiega che nel linguaggio della Chiesa la devozione è «la venerazione piena di dedizione verso Dio e i santi, quindi il raccoglimento nella preghiera» (traduzione dal tedesco). Gli oggetti devozionali sono dunque, alla lettera, cose della devozione.
Una croce sopra il letto, un rosario annodato a mano in tasca o un'immagine della Madonna nell'angolo della preghiera ricordano Dio nella vita di ogni giorno e invitano alla preghiera. Il loro senso non sta nel materiale, ma nella devozione a cui conducono.
Che differenza c'è tra oggetti devozionali e sacramentali?
Oggetti devozionali e sacramentali si distinguono per la benedizione. Un rosario o una croce è anzitutto un oggetto di devozione. Solo quando un sacerdote lo benedice con la formula prescritta dalla Chiesa diventa un sacramentale, per mezzo del quale la Chiesa, in virtù della sua intercessione, impetra effetti spirituali.
«Sacramentalia sunt res aut actiones quibus Ecclesia, in aliquam Sacramentorum imitationem, uti solet ad obtinendos ex sua impetratione effectus praesertim spirituales.»
I sacramentali sono cose o azioni di cui la Chiesa, in una certa imitazione dei Sacramenti, suole servirsi per ottenere, mediante la sua intercessione, effetti soprattutto spirituali.
Codex Iuris Canonici 1917, can. 1144
I Sacramenti li ha istituiti Nostro Signore Gesù Cristo stesso. Essi operano ex opere operato, in virtù dell'azione sacra compiuta. I sacramentali non operano in questo modo. La dogmatica di Joseph Pohle, rielaborata da Arthur Preuss (1915), spiega che la loro efficacia non deriva soltanto dalla pietà di chi li usa, ma anche dall'intercessione della Chiesa. Altrimenti sarebbe indifferente aspergersi con acqua santa o con acqua comune. Nel 1947 Papa Pio XII, nell'enciclica Mediator Dei (n. 27), chiama questa efficacia un effetto ex opere operantis Ecclesiae, che procede dall'azione della Chiesa. Lo si vede anche dal fatto che le formule di benedizione sono suppliche rivolte a Dio e non promesse.
Da dove vengono gli oggetti devozionali?
I più antichi oggetti devozionali risalgono alla Chiesa primitiva: piccole croci da portare al collo e medaglie simili a monete con segni cristiani, alcune delle quali rinvenute nelle catacombe romane. Dal XII secolo i pellegrini riportavano dai santuari le insegne di pellegrinaggio; nel XVI secolo comparvero le medaglie benedette.
Herbert Thurston, nella Catholic Encyclopedia del 1911, descrive una medaglia che l'archeologo de Rossi data alla fine del IV secolo, con l'iscrizione Successa vivas («Successa, possa tu vivere»), e stampi per piccole croci con anello di sospensione rinvenuti in Africa.
Più tardi i grandi santuari fusero insegne di piombo o di stagno, che i pellegrini portavano sul cappello o sul petto. Il 18 gennaio 1200 Papa Innocenzo III concesse ai canonici di San Pietro il diritto di fondere e vendere tali insegne con l'immagine degli apostoli Pietro e Paolo; i pellegrini, dice la lettera, le portavano per accrescere la loro devozione. Nel XVI e XVII secolo presero a poco a poco il loro posto medaglie di bronzo e d'argento, e dal XVI secolo i Papi le benedissero e le arricchirono di indulgenze.
Una tradizione nota si trova nella Vita di santa Genoveffa di Parigi. San Germano di Auxerre, che nel 429 si recò in Britannia, avrebbe appeso al collo della fanciulla una moneta di bronzo forata con il segno della croce, a ricordo della sua consacrazione a Cristo. L'antichità di questa Vita è discussa: il suo editore Bruno Krusch nel 1896 la ritenne un falso, non anteriore all'VIII secolo; Thurston invece, nel 1911, la considerava antica.
Quali oggetti devozionali esistono?
Tra gli oggetti devozionali rientrano soprattutto rosari, croci e crocifissi, medaglie, scapolari, statue e immagini devozionali. Alcuni accompagnano in mano la preghiera quotidiana, altri stanno come croce o statua sull'altarino domestico e ricordano in casa Dio, la Madonna e i santi.
| Oggetto | Uso e assortimento |
|---|---|
| Rosario | preghiera dei 15 misteri, in mano o in tasca. Rosari |
| Rosario da dito | una decina, cioè dieci Ave Maria, da portare con sé fuori casa. Rosari da dito |
| Medaglia | al collo o come pezzo centrale, come in molti dei nostri rosari |
| Croce da parete | sopra la porta e il letto, nell'angolo della preghiera. Croci da parete |
| Croce da tavolo | sull'altarino domestico e sulla scrivania. Croci da tavolo |
| Statua | sull'altarino domestico, nell'angolo mariano. Statue |
| Immagine devozionale | alla parete o nel libro di preghiere. Immagini sacre |
Molti oggetti devozionali uniscono più segni. Un rosario porta di solito una medaglia come pezzo centrale e un crocifisso. Come lo si recita con le preghiere tradizionali lo mostra la nostra guida alla preghiera del Rosario.
Come si fanno benedire gli oggetti devozionali?
Gli oggetti devozionali si fanno benedire da un sacerdote cattolico, nel modo più semplice dopo la Santa Messa in sacrestia. Ogni sacerdote può benedire, eccettuate le benedizioni riservate al Papa, ai vescovi o ad altri. La benedizione è valida soltanto con la formula prescritta dalla Chiesa.
Così stabilisce il Codice del 1917: le benedizioni può impartirle ogni sacerdote, eccettuate quelle riservate al Papa, ai vescovi o ad altri (can. 1147 § 2). Consacrazioni e benedizioni sono invalide se non si usa la formula prescritta dalla Chiesa (can. 1148 § 2). Quella che comunemente si chiama consacrazione di un oggetto è, dal punto di vista canonico, una benedizione (benedictio); la consacrazione vera e propria è riservata al vescovo (can. 1147 § 1). Per alcuni oggetti, per esempio la medaglia di San Benedetto, il sacerdote ha bisogno, secondo Thurston, di una facoltà speciale e di una formula di benedizione propria.
È meglio far benedire un rosario soltanto dopo l'acquisto. Secondo il can. 924 § 2, le indulgenze annesse a un rosario o a un altro oggetto cessano solo se esso viene distrutto del tutto o venduto. Regalarlo, invece, non nuoce.
Portare oggetti devozionali è superstizione?
Portare oggetti devozionali non è superstizione, purché si confidi in Dio e non nell'oggetto. San Tommaso d'Aquino chiama superstizioso riporre la speranza nel modo di scrivere o di legare. Il segno della croce su tali oggetti lo esclude espressamente.
Nella Summa theologiae (II-II, q. 96, a. 4) san Tommaso si chiede se sia lecito portare al collo parole sacre. Indica due regole di prudenza. Le parole non devono contenere nulla che invochi i demoni, nulla di sconosciuto e nulla di falso. E non vi si deve aggiungere nulla di vano, come segni magici scritti, eccetto il segno della croce, né alcuna speranza nel modo di scrivere o di legare. Altrimenti è lecito. Lo stesso vale per le reliquie:
«Si portentur ex fiducia Dei et sanctorum quorum sunt reliquiae, non erit illicitum.» Se si portano con fiducia in Dio e nei santi di cui sono reliquie, non sarà illecito.
San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae II-II, q. 96, a. 4 ad 3
Non è l'oggetto a operare, ma Dio, che per mezzo di esso si prega. Un rosario in tasca è perciò un richiamo alla preghiera e non un suo sostituto.
Come si trattano gli oggetti devozionali benedetti?
Gli oggetti devozionali benedetti vanno trattati con riverenza e non devono servire a usi profani, anche se sono proprietà privata. Così stabilisce il can. 1150 del Codice del 1917. Per antica consuetudine gli oggetti benedetti rotti non si gettano via, ma si bruciano o si sotterrano.
Secondo l'antica consuetudine si brucia ciò che è combustibile, per esempio un'immagine devozionale, uno scapolare o un rosario di legno. La cenere delle cose sacre non più utilizzabili veniva versata nel sacrario, un pozzetto coperto presso l'altare o in sacrestia (Catholic Encyclopedia, 1911). Ciò che non brucia, come il metallo, la pietra o la resina, si sotterra. Può anche consegnare l'oggetto al Suo parroco.
Prima conviene chiedersi se si possa riparare. Il cordino rotto di un rosario spesso si può sostituire. Nel dubbio, chieda al sacerdote se il rosario debba poi essere benedetto di nuovo.
I nostri rosari li annodiamo a mano, con i grani distanziati in modo che il pollice vi passi comodamente in mezzo. Pezzo centrale e croce si possono combinare liberamente. Nel rosario in ebano con grani da 8 mm sono una medaglia di San Benedetto e una croce di San Benedetto: tre oggetti devozionali su un solo cordino.
In quasi tutte le descrizioni dei nostri rosari si trova l'invito a farli benedire da un sacerdote prima dell'uso. La croce da tavolo Siena viene dall'Italia: intagliata a mano nel legno di tiglio e dipinta a colori, è alta 47 cm.
Citato nell'articolo
Rosario in ebano
Annodato a mano su cordino nero, con grani in ebano (8 mm), medaglia di San Benedetto e croce di San Benedetto.
Vai al rosario
Citato nell'articolo
Croce da tavolo Siena, 47 cm
Intagliata a mano in Italia nel legno di tiglio, dipinta a colori, con base per l'altarino domestico e la scrivania.
Vai alla croce da tavolo
Domande frequenti sugli oggetti devozionali
Bisogna far benedire gli oggetti devozionali?
Non è obbligatorio far benedire gli oggetti devozionali: si può pregare anche con un rosario non benedetto. Solo la benedizione, però, lo rende un sacramentale, per mezzo del quale la Chiesa chiede la grazia di Dio per chi lo usa. Per questo i cattolici devoti fanno benedire dal sacerdote i nuovi oggetti di devozione.
Si possono vendere o regalare oggetti devozionali benedetti?
Gli oggetti devozionali benedetti si possono vendere, ma non a un prezzo maggiore per il fatto che sono benedetti (CIC 1917, can. 730). Le indulgenze annesse a un rosario cessano con la vendita (can. 924 § 2). Un rosario benedetto, invece, lo può regalare senza alcuna esitazione.
Da dove viene il termine «devozionale»?
«Devozionale» viene dal latino devotio, che nel latino ecclesiastico significa devozione e pietà. Si intendono gli oggetti che conducono alla devozione e la accompagnano nella vita di ogni giorno.
- Codex Iuris Canonici del 1917, can. 730, can. 924 § 2 e cann. da 1144 a 1150 (De Sacramentalibus). codex-iuris-canonici.de
- San Tommaso d'Aquino: Summa theologiae II-II, q. 96, a. 4 con ad 3. corpusthomisticum.org
- Joseph Pohle: The Sacraments. A Dogmatic Treatise, rielaborato da Arthur Preuss, vol. 1, St. Louis 1915, pp. 114 e 118. archive.org
- Pio XII: enciclica Mediator Dei del 20 novembre 1947, n. 27. vatican.va
- Herbert Thurston: Devotional Medals. In: The Catholic Encyclopedia, vol. 10, New York 1911. newadvent.org
- Francis Mershman: Piscina. In: The Catholic Encyclopedia, vol. 12, New York 1911. newadvent.org
- Vita Genovefae virginis Parisiensis, a cura di Bruno Krusch, Monumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum Merovingicarum III, Hannover 1896, pp. 204-238, qui pp. 204 s. e 217. archive.org
- Karl Ernst Georges: Ausführliches lateinisch-deutsches Handwörterbuch (Dizionario latino-tedesco), 1913, voce devotio. zeno.org
- Meyers Großes Konversations-Lexikon, 1905, voce Devotion. zeno.org
Ultima verifica: 19 ottobre 2026.
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Annodiamo a mano i nostri rosari nel nostro laboratorio in Germania e scriviamo nella guida di preghiere, oggetti devozionali e della fede cattolica tradizionale.


