Ave Maria: testo, significato, storia
Wortlaut auf Deutsch und Latein, die zwei Verse aus dem Lukasevangelium und wie der Englische Gruß 1568 seine heutige Form erhielt: das Ave Maria, Wort für Wort erklärt.
L’Ave Maria è, dopo il Padre Nostro, la preghiera più recitata dalla cristianità e il cuore del Rosario. Quasi nessun altro testo ha sostenuto la devozione della Chiesa nel corso di così tanti secoli come queste poche righe tratte dal Vangelo di Luca.
In questo articolo troverete il testo completo in tedesco e in latino, l’ origine biblica, lo sviluppo storico, nonché il significato delle singole parti della preghiera e il loro posto fisso nella preghiera del Rosario.
Contenuto di questo articolo:
Il testo: tedesco e latino
L'Ave Maria viene recitata nella Chiesa cattolica in due lingue: nella lingua locale e, soprattutto nel Rosario e nella liturgia, in latino come Ave Maria. Entrambe le versioni sono riportate qui a confronto.
| Tedesco | latino |
|---|---|
| Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. | Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. |
| Tu sei benedetta tra le donne, e benedetto è il frutto del tuo grembo, Gesù. | Benedetta sei tu tra le donne, e benedetto è il frutto del tuo grembo, Gesù. |
| Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, ora e nell'ora della nostra morte. Amen. | Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, ora e nell'ora della nostra morte. Amen. |
L'origine biblica
La prima parte della preghiera non è un’aggiunta successiva, ma proviene letteralmente dal Vangelo secondo Luca. Al momento dell’Annunciazione, l’arcangelo Gabriele si presenta a Maria e la saluta con le parole che sono diventate l’inizio della preghiera.
«Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te.»
Luca 1,28
Poco dopo, Maria, incinta, fa visita alla sua parente Elisabetta. Piena dello Spirito Santo, Elisabetta comprende il significato del bambino e a sua volta pronuncia un saluto di benedizione, che costituisce la seconda frase della preghiera.
«Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo grembo.»
Luca 1,41 sgg.
Questi due passaggi biblici costituiscono ancora oggi la prima parte, improntata al rispetto, della preghiera. Il nome di Gesù alla fine di questo brano fu aggiunto solo nel tardo Medioevo, per indicare esplicitamente il riferimento a Cristo.
Storia della preghiera
In questa forma puramente biblica, il saluto era già in uso liturgico nella Chiesa primitiva, in Oriente fin dal IV o V secolo, in Occidente a partire dall’VIII secolo. Esso fu inizialmente utilizzato come antifona nella liturgia delle ore, prima di evolversi dal canto corale della Chiesa in una preghiera autonoma del popolo.
Alla fine del Medioevo, i fedeli aggiunsero al saluto biblico una richiesta personale di intercessione di Maria, che costituisce la seconda parte dell’attuale preghiera. Papa Pio V rese ufficiale questa aggiunta nel 1568, inserendola nel Breviario Romano e stabilendo così la forma dell’Ave Maria in uso fino oggi. A questo periodo risale anche lo stretto legame della preghiera con l’Angelus e con il Rosario, che si stava diffondendo in quel periodo, nel quale l’Ave Maria divenne la preghiera più ripetuta in assoluto.
Il significato delle singole parti
La prima parte della preghiera è un inno di lode. Ricorda l’elezione di Maria da parte di Dio e la sua obbedienza fiduciosa, che la rende un modello per la Chiesa. Chi recita questa parte, ricorda quindi un evento concreto, attestato dalla Bibbia, e non una semplice formula.
«Gebenedeit» significa «benedetta» o «lodata». Deriva dal latino benedictus ed esprime il fatto che Maria sia stata grazia in modo speciale da Dio.
La seconda parte è una richiesta di intercessione, non di adorazione. Nella Chiesa cattolica si adora solo Dio. I fedeli chiedono a Maria, in quanto Madre di Dio e mediatrice, di intercedere per loro presso Dio, così come si chiede l’intercessione anche ad altri santi. Questa richiesta vale per tutta la vita e, in modo esplicito, anche per l’ultima ora della morte.
Durante la recita del Rosario
In nessun altro contesto i fedeli recitano l’Ave Maria più spesso che nel Rosario. Un decina completa del Rosario è composta da cinque decine di dieci Ave Maria ciascuna, incorniciate da preghiere introduttive. In totale, l’Ave Maria viene recitata cinquantatre volte; ogni singola perla del rosario conta come una preghiera.
Questa ripetizione costante non è una formula vuota, ma una forma di meditazione contemplativa sulla vita di Cristo. Ad ogni Ave Maria, lo sguardo di chi prega si sofferma su uno dei misteri del Rosario, mentre le parole familiari risuonano in sottofondo. Chi sente le grani scorrere tra le dita, spesso trova più facilmente questa serenità. È proprio per questo che l’ Ave Maria del Rosario è realizzato a mano: come compagno affidabile per la preghiera quotidiana, abbastanza robusto per l’ uso quotidiano e allo stesso tempo degno per le occasioni speciali.
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Domande frequenti
"Gegrüßet seist du Maria" è la stessa cosa dell’“Ave Maria”?
Sì. «Gegrüßet seist du Maria» è la traduzione tedesca, mentre «Ave Maria» è la versione latina della stessa preghiera. Entrambe le forme vengono utilizzate a seconda del contesto liturgico o personale .
Quando si recita l’Ave Maria, ci si rivolge a Maria stessa?
No. Si adora solo Dio. Nella seconda parte della preghiera, i fedeli chiedono a Maria, in quanto Madre di Dio, semplicemente la sua intercessione, così come si chiede anche ad altri santi di pregare per noi .
Quante volte si recita l’Ave Maria nel Rosario?
In una serie completa del Rosario, composta da cinque decine, l’Ave Maria viene recitata cinquantatre volte: dieci volte per ogni decina e tre volte all’inizio della preghiera.
Da dove proviene il testo della preghiera?
La prima parte è tratta letteralmente dal Vangelo secondo Luca, dal saluto dell’arcangelo Gabriele (Lc 1,28) e dalla benedizione di Elisabetta (Lc 1,41 sgg.). La seconda parte, la richiesta di intercessione, fu aggiunta nel tardo Medioevo e inserita ufficialmente nel 1568 da papa Pio V nel Breviario Romano.
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